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il blog di mauro de zordo

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giovedì, ottobre 04, 2007

A che serve?

Bucknasty se la prende con chi ha manifestato una vicinanza con la gente birmana in questo periodo travagliato. La sua tesi è: mettere su qualcosa di rosso non serve a niente, se non all'ego di chi esibisce questi meri segni che non hanno alcun potere di risolvere o modificare una situazione di fatto. Non mi interessa qui la generalizzazione proposta, che ha il limite di incrinarsi di fronte ai casi singoli emersi nei commenti; la purezza delle teorie di fronte alla realtà fa sempre la fine delle navi che finiscono contro una mina.

Da un lato, si potrebbe generalizzare ancora di più e dire che, stando così le cose, nulla più serve a nulla, né pensare (è il paradosso prospettato da Milla nei commenti) né avere un blog, né respirare.

Però qualche dubbio l'ho avuto, nel senso che mi sono posto la domanda: a cosa servono queste forme di partecipazione? Per quanto mi riguarda la risposta è: alimentare e mantenere in vita il circuito della memoria e della consapevolezza. Detta così sembra roboante. Ma è lo stesso che ricordare le tragedie del secolo scorso, o la separazione tra stato e chiesa, tra individuo e dottrina. Metter su qualche segno rosso in presenza di massacri ripresenta (anche) alla memoria gli errori e gli orrori umani, individuati e messi là ad avvisare chi potrebbe dimenticarli, soprattutto chi non li ha vissuti. Mi vengono in mente alcuni dei racconti di Buràn, dove orrori di qualche anno fa vengono rievocati, descritti. Certo, non servono a nulla. Non resuscitano i morti né puniscono i colpevoli, ma ficcano nell'anima un campanello d'allarme.
postato da: Tez alle ore 20:19 | link | commenti (17)
categorie: politica

Commenti
#1   06 Ottobre 2007 - 09:14
 
Illuminante questo tuo post. Grazie, la penso come te.
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#2   06 Ottobre 2007 - 15:32
 
E vestire i nostri blog (anzi, i 'vostri' ...) di rosso, altroché.
utente anonimo

#3   06 Ottobre 2007 - 19:02
 
grazie a voi, come al solito.
utente anonimo

#4   06 Ottobre 2007 - 19:19
 
Nihil sine causa invece e tutto ha un effetto. per questo a me mi parrebbe meglio, in genere non aderire alle campagne e alle manifestazioni. sarà per questa mia vigliacchezza disincantata. ma ritengo che i rischi dell'intruppamento siano i peggiori, sempre. capaci di travolgere le migliori intenzioni del singolo in ogni momento.
c'è effettivamente qualcosa d'irreale nel vedere la soubrette che sparge amenità col nastro rosso al braccio, mentre invece uno vorrebbe aderire alla realtà alla verità.

ciao,k.
utente anonimo

#5   07 Ottobre 2007 - 19:17
 
all'intruppamento non si sfugge, basta aderire/seguire un'idea. Per quanto triste possa apparire, o dozzinale, è così (il linguaggio è il primo intruppamento). Così la stessa parola in bocca a me o a un saggio acquisisce un significato diverso. Hai fatto caso come spesso insigni commentatori non scrivano "io penso x", ma "Aristotele/Platone pensa x" cosicché x assume un valore diverso. La soubrette lo mette per moda il rosso o pensando sia capodanno, però magari qualcuno a casa dopo apre l'atlante e va a vedere dov'è il Myanmar. Insomma non buttiamo via il bambino insieme all'acqua sporca.
utente anonimo

#6   08 Ottobre 2007 - 22:29
 
ma leggetevi bene cosa dice bucknasty.

FORSE è un attimo incazzato perchè anche con un gesto più forte o intelligente, tipo fare uno sciopero della fame davanti al parlamento, non si ottiene nulla.

di fronte a questa impotenza, dovendo rischiare la vita manifestando IN BIRMANIA (non di certo in italia lol) per dire qualcosa e fare un gesto concreto,
come si puo' essere tanto imbecilli da pensare di fare qualcosa con una maglietta rossa?

DOVE CAZZO SONO QUELLE BANDIERE DELLA PACE, QUELLE MARCE PER LA PACE, QUEI CAZZO DI VOTI FINITI IN CASA DEI PARTITI CHE ORA SONO AL POTERE, E CHE DICEVANO: "via dalla sporca guerra" ???????????????????????

insomma innanzitutto occorre leggere con più attenzione,
seconda cosa è inutile fare gli ipocriti radical chic.
avete rotto il cazzo con le vostre seghe mentali e i vostri dibattiti.

vuoi manifestare per una birmania libera?
CRISTO FALLO, MA VAI LI' E FATTI SPARARE SE SERVE!!!

fai TUTTO QUELLO CHE CREDI ma non farlo "senza zucchero", prendi e fai le cose fino in fondo.
o si fa o non si fa.

utente anonimo

#7   08 Ottobre 2007 - 22:36
 
Non ci posso credere, ho un troll. L'incredibile è avvenuto. Grazie, sniff, adesso la mia vita ha un senso
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#8   09 Ottobre 2007 - 15:57
 
Ah, beh, certo, se uno ti sputa in faccia una verità sacrosanta sbattendoti di pacca fuori dal tuo salottino fighetto radical chic e aprendoti gli occhi su quale sia la giusta via da seguire allora automaticamente diventa un troll...genio che non sei altro...

Troll#2
utente anonimo

#9   09 Ottobre 2007 - 16:28
 
2 troll in un colpo solo, che scrivono come il generatore di articoli di Libero e sono al tempo stesso adoratori di bucknasty, quante meraviglie sotto i cieli! Spero che l'altissimo prema nelle vostre menti per tre volte i tasti ctrl-alt-canc.
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#10   09 Ottobre 2007 - 21:05
 
io un po' ti invidio.
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#11   09 Ottobre 2007 - 21:12
 
milla_ adorata, per i troll e/o perché sono ignaro?
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#12   09 Ottobre 2007 - 22:22
 
per i troll, naturalmente.
!!!1!
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#13   09 Ottobre 2007 - 23:06
 
Grazie Milla_, mi ha reso felice condividere con te il pericolo rosso e i bucknastieri all'arrembaggio. Ormai questa faticosa giornata volge al termine. Ho scaricato musica terrificante, messo i bimbi a letto. Anzi no, Godzilla si è risvegliato, corro...
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#14   10 Ottobre 2007 - 19:12
 
fammi dire anche questa, che poi non sono nemmeno tanto convinto. comunque sdilasciando la tramena tra le buone intenzione del singolo e le generalizzazioni pericolose, il discrimine vero potrebbe essere, per me dico io, il considerare il dolore come una forza che è possibile ( un dovere) alleviare solo facendosene carico, e, facendosene carico alleviarselo attraverso, diciamo, un recupero di senso. (diciamola così). Ora se accettiamo questo, penso sarebbe doveroso diffidare di qualsiasi iniziativa cosiddetta benefica che non comporti una concreta condivisione del male altrui. Questo evidentemente perchè, a fronte di magri risultati, si diffonde largamente un idea distorta ( rispetto alla mia premessa) che illude le persone che sia possibile salvare e salvarsi divertendosi un casino, che è quello che ci propinano di continuo i spot e infatti ogni tanto si scopre che mangiando gelati si salvano gli orsi e pure i personi. non è così, e va detto.
Ma il peggio aggiungo è l'arraggiunare il criticare troppo, l'ipertrofia della coscienza giudicante che non da pace, che si illude di salvarsi puntando il dito contro tutto e tutti , indicando miserie e vanità di ogni azione, questo è più maligno e ipocrita, e allarga la voragine.

ciao,k.
utente anonimo

#15   10 Ottobre 2007 - 19:45
 
Sostieni che partecipare all'altrui sofferenza ha senso solo se si concreta in altrettanta sofferenza (una concreta condivisione significa provare lo stesso dolore fisico di chi soffre in un rapporto più possibile vicino a 1:1). Immagino che dovrò evitare ad esempio di fare condoglianze, a meno di soluzioni poco carine (a padre altrui deceduto, uccidere il proprio per condividere la sofferenza fisica, ma il mio è già morto per cui ciccia, posso far fuori quello di un altro ma non varrebbe immagino). Se invece si tratta di parteggiare per il monaco birmano, forse può valere un dolore similare? O devo andare direttamente a farmi randellare nelle strade di Rangoon? Hai idea di quanto costi un biglietto aereo (anche se di sola andata visto che non tornerei indietro)? Facciamo che hai ragione, a me piace l'idea. Pensando ai buddisti mazzolati dagli sbirri e a k. mi sono chiuso un dito nel cassetto. Dolore intenso, ti assicuro. Poca cosa magari, ma questo mi dà una briciola di giustificazione per tifare democrazia contro junta? O forse faccio lo stronzo ironico senza aver capito un accidente della tua argomentazione e allora spiegami meglio. Concludo dicendo: più dolore per tutti.
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#16   10 Ottobre 2007 - 22:09
 
Beh potevo esprimermi meglio. Con “condivisione concreta, non intendevo certi paradossi matematici, intendevo qualcosaltro, magari anche relativo al segno, alla semantica. andare a trovare un amico in lutto è un segno di condivisione, mettersi la fascia e andare a ballare è una dissociazione. Ma attenzione, in questo modo non voglio svilire il significato della fascia, vorrei valorizzarlo.Più su avevi parlato di acqua sporca, che per me, non è solo il corollario inevitabile di qualsiasi iniziativa “idealista, per cui ci sarà sempre qualcuno che ne approfitta per vanità moda o interesse, ma aggiungevo che il rischio è quello di propagandare un idea ( secondo me sbagliata) che si possano alleviare le sofferenze dell’umanità per es. sgranocchiando caramelle, senza la minima minima condivisione, fregandosene del tutto insomma.
Nella parte finale però, intendevo ammonire il disfattismo ipocrita di chi accusando di vanità e miseria ogni cosa persona o iniziativa, crede di assolversi per se. Questo è ancora peggio.
Tanto vale mettersi la fascia e andare a ballare

ciao,k.
utente anonimo

#17   10 Ottobre 2007 - 22:22
 
sì, il colpo finale l'avevo letto, k. :). Immaginavo che il tuo concetto di partecipazione fosse qualcosa di più sfumato, una sorta di zona grigia, appunto il territorio dell'etica, dove neppure l'individuale sovrasta il generale (figuriamoci il contrario). E' la zona del paradosso. Certe cose si fanno e basta; Kant diceva: nemmeno con la più profonda introspezione possiamo sapere se compiamo un'azione per bontà o per interesse (ciò che per lui segnava il discrimine tra azione etica e azione non etica). Però Kant non era consequenzialista, così sebbene noi facciamo una cosa per vile vanità egotica, magari le sue conseguenze sono buone eticamente (la famosa eterogenesi dei fini). Certo vale anche il contrario.
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