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il blog di mauro de zordo

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martedì, giugno 30, 2009

Sabbia

La spiaggia dopo pochi giorni ha perduto ogni traccia di naturalità. Era divisa in colori grigi, neri, chiari, e linee nette, creste dove il mare aveva finito di arrivare, in un equilibrio autosufficiente. Ora, calpestata migliaia di volte da migliaia di piedi si è trasformata in una piana di colore uniforme di minuscole fosse e vette. Uguale dappertutto alla parte peggiore, conforme al criterio minimo, si gemella al lato nero dell'estate.

postato da: Tez alle ore 11:44 | link | commenti
categorie: diario, estate
martedì, giugno 23, 2009

Se una sera un temporale

La gomma quando passa nelle pozze d'acqua diventa lucida d'ebano alla luce del lampione; amo la bicicletta perchè è incerta, provvisoria, deve sempre muoversi per essere se stessa. Da piccolo ne avevo una colore dell'oro, da corsa; quando uscivo di casa i pomeriggi d'estate ero felice, lucido dopo un giorno di mare e di sole, coi capelli pettinati in fretta da mia madre che non perdeva la speranza di vedermi ordinato.


Ci sono temporali al largo, cumulonembi immensi, cupole bianche elettriche con una linea bassa nera, fulmini senza rumore verso Ventotene. Ho paura per chi è in mare e il timore piacevole di chi è al sicuro sulla riva. Il mare è calmo, non gli importa niente. Mentre torno a casa rivedo gli stessi simboli sui cancelli, una tegola, una corteccia, un piccolo timone di ottone; non è passato nemmeno un giorno di quarant'anni. Un'estate che a lungo ho definito la più bella della mia vita ci furono molti temporali, ora la odio perché mi ha fatto credere cose non vere, tipo essere amato per sempre.

postato da: Tez alle ore 23:21 | link | commenti (4)
categorie: diario, estate
venerdì, giugno 19, 2009

Primo giorno

Mentre arrivavamo in automobile, davanti avevamo un ragazzo in motorino. Aveva la maglietta, senza casco, i capelli al vento, la maglietta si muoveva come una bandiera per la velocità. Tanti anni fa era così, i capelli a lungo andare assumevano forme aerodinamiche, a onde dietro la nuca. A mio fratello una volta si spiaccicò un moscone sui denti perché rideva. Era con Gianluigi, quello che è morto.


Montavo il gazebo nel patio - hanno tagliato tutti gli alberi intorno e c'è un sole che arroventa il mattonato - e hanno suonato due testimoni di Geova. Uno era il pizzettaro del ristorante di fronte. "Ora non vado più, lavoro solo il sabato e domenica". Ho scoperto a cosa serve aver studiato Wittgenstein; ho parlato dell'infondatezza inevitabile dei testi religiosi, della necessità del salto dalla ragione alla fede, dello stoicismo e dell'impossibilità linguistica, quindi razionale, di convincere uno scettico, o un pazzo. Ci siamo messi quasi a ridere perché parlavo solo io concionando in costume a torso nudo e alla fine e ci siamo lasciati bene perché li rispettavo, con quel caldo bestia girovagare in una lottizzazione deserta con la camicia e la cravatta e uno sguardo senza sudore; mi hanno lasciato un opuscolo dove si scrive che Gesù fece effettivamente miracoli.


Il mare era limpido, con alghe posate su quel piccolo scalino appena prima della battigia. Ho incontrato una ragazza che conosco da tanti anni, ha una bimba di due mesi. Siamo stati d'accordo che avere figli ti innesta nel ciclo naturale, comprendi cosa hanno fatto quelli prima di te e cosa faranno quelli che ti seguiranno. Ho fatto un bagno e sono tornato a casa.


Sotto un ombrellone, poco lontano, una donna con un tatuaggio che non ricordo, forse un serpente, stava su un fianco. Mora, osservava con interesse il telefonino; le donne sdraiate su un fianco danno voglia.

postato da: Tez alle ore 23:00 | link | commenti (2)
categorie: donne, diario, estate
sabato, giugno 13, 2009

Estate

La spiaggia è un compendio di fantasmi veloci, come quei filmati realizzati con fotogrammi rallentati, che in venti secondi mostrano dall'alba al tramonto un giorno di vita d'un luogo. Trent'anni, in pochi istanti, in un torrente di coriandoli - ciascuno un volto - lanciati verso il mare. 
postato da: Tez alle ore 23:57 | link | commenti (4)
categorie: diario, estate
mercoledì, maggio 27, 2009

Quei muscoli tesi

Davanti a me, nel traffico, una donna in motorino aveva la schiena quasi tutta nuda, intorno un vestito leggero; dal casco spuntavano i capelli castani, corti. Avrà avuto forse quarant'anni. L'ho scoperto quando ci siamo affiancati al semaforo, ma non saprei riconoscerla, mai più. 




Ricordo bene, invece, il rodeo dei muscoli della sua schiena, come dentro un pianoforte i martelletti. La magrezza quasi estrema rendeva evidente ogni minimo sforzo; quando accelerava, o frenava, corde si tendevano alzandosi sotto pelle come dune nella sabbia, e facevano una danza elegante che sorgeva e spariva, simile al vento sotto un lenzuolo di seta.

postato da: Tez alle ore 23:03 | link | commenti (12)
categorie: donne, diario
sabato, maggio 23, 2009

Diversa sorte

La spiaggia ieri pomeriggio era semideserta, con poche persone coi corpi bianchissimi, esposti al brivido di maggio, che camminavano lentamente sulla riva piena di alghe. I miei piccoli facevano bagni forsennati e io uno di nove secondi. Oggi c'era un gruppo di ragazzi disposti come i raggi del sole, o come le carovane dei film del far-west durante un attacco indiano; si facevano scherzi e hanno inscenato un bukkake di sabbia su una ragazza, che per sciacquarsi si è tolta il pezzo di sopra e ha mostrato capezzoli scuri, belli. Pensavo che i gruppi di amici come quello, come quelli che frequentavo da giovane, sono inquiete sale d'attesa, ma per accedere a cosa? In un racconto di Kafka, Davanti alla legge, c'è quest'uomo che attende tutta la vita seduto accanto a una porta socchiusa, dalla quale si accede appunto alla legge; non osa entrare dopo le intimazioni del guardiano, né andare via, resta là per anni e appena prima di morire scopre che era solo per lui, quella porta, che dopo la sua morte verrà chiusa.



postato da: Tez alle ore 22:03 | link | commenti (8)
categorie: donne, diario, filosofia
giovedì, maggio 07, 2009

Si torna, Maria

La scuola dove vanno i bambini è un grande edificio a forma di U, abitato da vecchie suore di un ordine dedito all'insegnamento. Come tutti i luoghi legati a un potere palpabile e antico, ha grandi alberi, pini di cento anni almeno, e un'aria azzurrina la mattina presto, quando arrivo e lascio i piccoli. Fuori, quando ogni bambino è dentro la propria aula e tutto si fa silenzioso, si respira, per un tempo non superiore ai dieci minuti, l'aria tranquilla di un intervallo. I genitori, in genere mamme, fumano una sigaretta e parlano. Vi è in loro una irrequietezza assai diversa da quella delle ragazze. In queste essa è proiettata verso l'esterno, in quelle si riflette in sguardi assorti, che traforano l'aria e la lasciano intatta, mentre nelle ragazze l'aria intorno vibra come vapore dalle froge d'un cavallo nervoso in un giorno freddo. Una mamma in particolare è una bella ragazza con un sedere morbido e perfetto. Mette tutine aderenti, minigonne vertiginose che suscitano la divertita riprovazione delle suore, che ne parlano descrivendo le misure. Eppure sembra dotata di una innocenza che la salva da cattivi commenti, forse perché è indaffarata a gestire i figli che non vogliono lasciarla e questo rende la sua sensualità meno importante. La bellezza delle altre mamme è diversa, è data da storie nelle dita che si muovono intorno alle chiavi dell'automobile, al pacchetto di sigarette o al cellulare, dagli occhi quando si fissano e vanno oltre, oppure ridono divertiti a qualche storia.
postato da: Tez alle ore 22:07 | link | commenti (6)
categorie: donne, diario
sabato, maggio 02, 2009

La pagliuzza nell'occhio dell'altro

Lei la criticano, ma allora a B16 cosa dire?
postato da: Tez alle ore 17:09 | link | commenti (6)
categorie: politica, diario

Un po' di parità tra i sessi

Ho riletto l'articolo credendo d'essermi sbagliato, invece è proprio una lei che ha sgozzato un lui, per gelosia.

postato da: Tez alle ore 17:05 | link | commenti
categorie: diario
giovedì, aprile 30, 2009

Tutto ha un prezzo

Ecco uno dei favori fatti dal "papi" ai patrioti della cordata Cai che si sacrificarono per farsi regalare Alitalia.
postato da: Tez alle ore 19:55 | link | commenti
categorie: politica, diario