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il blog di mauro de zordo

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lunedì, novembre 16, 2009

Una domenica ho visto

I quindici minuti di gloria di montagne brace, oro e arancio, per chilometri e chilometri, prima del grigio insignificante dell'inverno. Un viottolo abbandonato, un tempo la strada per arrivare al paese, coperto di foglie scure, ordinate e tranquille. Il coperchio di nuvole ardesia sollevato dal sole freddo del tramonto, e altre nuvole chiare e rosa che prendono fuoco in pochi istanti, per qualche minuto. Una luce solitaria dentro una casa lontana, a mezza costa su una collina. Il fumo bianco di fuochi nei terreni che striscia orizzontale e nuvole azzurre graffiate da creste nere in linea. La pace imponente.

postato da: Tez alle ore 18:09 | link | commenti
categorie: diario
venerdì, novembre 06, 2009

Cose di novembre

A casa siamo guariti tutti dall'influenza, ragionevolmente certi si trattasse della cosiddetta "A". Ho parlato con una collega cattolica sulla questione del crocefisso nei luoghi pubblici e l'ho fatta arrabbiare che voleva picchiarmi, mi sono messo a ridere. Ho ripreso a giocare a tennis, ieri abbiamo fatto un doppio e il prato dietro la rete di recinzione era coperto di foglie gialle uguali al colore delle palline; sui campi intorno si fronteggiavano donne-pantera che amavano il tennis, carezzando l'aria con colpi pieni di artigli. A casa stanno avvenendo straordinarie mutazioni apportate dal genio dei bimbi e dalla loro insindacabile follia, ho deciso di non opporre resistenza. E' uno di quei periodi in cui non riesco a leggere altro che filosofia, la massima complessità concettuale come un antidoto.
postato da: Tez alle ore 12:23 | link | commenti (4)
categorie: diario, tennis
mercoledì, ottobre 21, 2009

Pagina bianca

Sarà un caso che non non mi va di fare niente, salvo giocare a tennis, stare a casa, leggere Heidegger e Derrida che non aiuta. Stasera credo giochi il Milan perché la vicina è tifosa e grida, quando succede qualcosa tipo un goal o un'occasione mancata. La cosa strana sono i tasti consunti del computer e non aver scritto niente.

postato da: Tez alle ore 22:43 | link | commenti (4)
categorie: diario
lunedì, ottobre 05, 2009

Scacchi su terra rossa

Ho giocato a tennis in una bellissima mattina di fine settembre, a poche decine di metri dal Tevere. Il mio avversario eccelleva nelle palle corte e in vertiginose angolazioni che mi spingevano fuori dal campo, ma ha iniziato la partita con colpi potenti e dritti, col risultato di perdere malamente i primi giochi. Così ha preso a fare smorzate che mi coglievano impreparato, nonostante abbia buone gambe; ho capito che poteva farle così precise e feroci perché giocavo corto; ho reso profondo il mio gioco e lui è entrato nuovamente in crisi, tutta colpa del suo vizio di spostare il peso del corpo all'indietro al momento dell'impatto, che toglieva potenza alla racchetta. Cercava di compensare questo problema stando qualche centimetro dentro il campo, e colpendo di controbalzo per sfruttare la velocità della palla, ma prima o poi i suoi colpi non andavano oltre la metà del mio campo permettendomi di chiudere abbastanza agevolmente. La sua mossa successiva è stata quella di scendere sottorete più spesso, recuperando qualche punto, prima che capissi che dovevo alzare la palla con pallonetti liftati perché lui era troppo attaccato alla rete. Ho vinto attendendo i suoi errori, figli di una improvvisa rassegnazione.








Mia moglie si lamentava di non saper affrontare le persone e le situazioni. "Dovevo giocare un po' a tennis", mi ha detto con tutte le ragioni di questo mondo.

postato da: Tez alle ore 12:35 | link | commenti (4)
categorie: diario, tennis
martedì, settembre 29, 2009

Morto un hard disk se ne fa un altro

Quando il computer è morto speravo fosse un circuito, una molla, uno spiritello ozioso. Invece l'hard disk si era spaccato. Poteva essere un armageddon, i miei preziosi dati perduti, la fine della mia vita. Mi è venuto in mente Hemingway, appena arrivato a Parigi senza arte né parte, che perde la sua valigia con dentro tutti i manoscritti (non ricordo se fu la sua prima moglie la colpevole). Ma lui non poteva salvare l'essenziale su cd.

postato da: Tez alle ore 11:38 | link | commenti (2)
categorie: diario
domenica, settembre 20, 2009

Elenco per un freddo svolgimento

L'estate è stata una falla in una diga, il mare che divorava la spiaggia e la rigettava di notte, gli splendidi glutei di una ragazza che vedo due giorni l'anno; non bella, ma intensa, smuove la mia memoria come un attentato. Non poter mai vedere tutto, ma solo frammenti. Mi manca la costrizione del sole, quel legaccio. C'è stato un giorno perfetto, l'ultimo. Siamo partiti, eravamo l'anticiclone perché dopo non ha smesso più di piovere.
postato da: Tez alle ore 21:43 | link | commenti (1)
categorie: donne, diario, estate
giovedì, settembre 10, 2009

Tutto il tempo che manca

Settembre è quando un uomo che sa di morire decide di mettere ordine nella sua vita, regola gli affari, pulisce la sporcizia che ha accumulato dentro, prende le cose con calma, non avendo più tempo. Tutto questo con una linea di disperazione, che è quella di dover iniziare tutto daccapo.  

Poto la siepe, stendo l'olio protettivo sul legno, smonto le tende che ci hanno protetto dal sole, il gazebo. Raduno la mandria di oggetti disseminati.

C'è nostalgia degli altri, una nostalgia-in-genere acuita da una distanza. Ma questa distanza ad agosto è un sollievo, a settembre una lacuna.

Il mare ha perduto il suo ordine; imprevedibile,  s'intorbida e diventa di nuovo trasparente, fa onde alte, poi è uno specchio dove viene voglia di nuotare. E quando verso mezzogiorno brilla di riflessi vorresti portarlo via con te.

Sulla spiaggia sono rimasti quattro ombrelloni e si ammassano conchiglie. C'è qualcosa di prezioso che scappa dalle mani.

Ieri, mentre pranzavamo, un falco pellegrino con un frullo rapido ha catturato una lucertola, al sole sul muro che chiude il giardino.

postato da: Tez alle ore 21:48 | link | commenti (6)
categorie: diario, estate
giovedì, settembre 03, 2009

Tecniche di liberazione da agosto





Il primo settembre metteresti la sdraio in acqua, mentre una signora con la figlia prova buffe posizioni yoga fotografate dalla nonna. Tutte le donne si mettono in topless con vario successo, anche le figlie di nove anni che per tutta l'estate hanno voluto il due pezzi per sembrare più grandi e sono piccole zebre. Ci diciamo Sono andati via tutti; mia figlia mi chiede Ma se siamo tutti fratelli perché non viviamo insieme? Amore, ho risposto, vi ammazzate tu e tuo fratello e siete solo in due, pensa in mille milioni.
postato da: Tez alle ore 08:58 | link | commenti (2)
categorie: donne, diario, estate
domenica, agosto 30, 2009

Cose già fatte

Al mercato dell'usato di Sabaudia non c'era nulla da comprare, mi sono messo a leggere le scritte di centinaia di magliette su un bancone, a sfogliare un almanacco estivo che non avrei mai comprato. C'erano alcuni morti dell'11 settembre, feste, avvenimenti sportivi, polemiche contro i capi e contro gli uccisori di animali, incontri di compagni di classe, attività del tempo libero, camping, località, negozi, avvisi, ironia, regate, ricette, simboli vitalistici, paillettes e dolcezza, cuori, saette, temporali e tristezza.
postato da: Tez alle ore 11:07 | link | commenti (2)
categorie: diario, estate
mercoledì, luglio 29, 2009

Una fetta di banalità, per favore

Scriveva Anders che l'uomo è inadeguato, cioè non si allinea immediatamente con le proprie scoperte tecniche e culturali, ma rimane indietro, arranca. Nel tempo che gli occorre per abituarsi, colma la distanza per mezzo di mitologie religiose o sociali, quelle condannate da Wittgenstein, tra cui anche la psicoanalisi, una sottospecie dei sogni per riorganizzare l'esistente divenuto incomprensibile a causa di elementi nuovi. In pratica però, l'uomo non si abitua mai a se stesso, al fatto di essere solo un rumore bianco, e ne incolpa un dio o un evento sociale, inventati, che devono assumersi la responsabilità in vece sua.
postato da: Tez alle ore 09:09 | link | commenti (4)
categorie: filosofia