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il blog di mauro de zordo

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sabato, maggio 10, 2008

Sabato questa mattina

Oggi ho giocato a tennis, scrivevo a Maria. Ho aggiunto che c'era il sole e non c'era vento. Non ho giocato molto bene la prima mezz'ora, mi faceva male il braccio e avevo le energie di un criceto, dopo una settimana di antibiotici. Allora ho cercato di compensare in qualche modo il fatto che non riuscivo a fare bene il movimento. E' da una vita in fondo che cerco di compensare, con la cultura da autodidatta, o con le donne, il fatto di volerle affascinare, non solo averle, ma anche qualcosa di più, malgrado mi manchino i fondamentali, l'educazione, il galateo, l'aspetto fisico, beh.

Così ho preso ad aprire il polso, preparare il colpo in modo più ampio, così da da poter usare meno forza, e a correre meno cercando di far sgroppare l'altro. Ci sono riuscito ma ho perso ugualmente, però ho giocato meglio di quanto pensassi. Ho sempre avuto questo mito consolatorio, compensatorio, in cui uno fa tutto il possibile, del proprio meglio, quasi preferisce perdere facendo cose meravigliose piuttosto che vincere giocando da schifo, che è qualcosa che mi lascia di malumore tutto il giorno, fino alla volta successiva. Ma è successo tante volte, che avessi la meglio in una situazione facendo letteralmente schifo, dando il peggio di me. Ci deve essere un insegnamento in tutto questo, ma non so qual è, a parte che dovrei pagare un istruttore per tenermi un po' di più in palla.

E nei campi accanto era pieno di donne, capite che fortuna? Tigri bellissime quando giocano a tennis, che ogni colpo è un sentimento intero.
postato da: Tez alle ore 16:46 | link | commenti (4)
categorie: donne, diario
lunedì, maggio 05, 2008

Trucchi di sopravvivenza

Parlando con un'amica hai scoperto che anche lei, quasi certamente come tutti, ha perduto la sua zona franca, in cui la morte non aveva ancora fatto il suo ingresso. Può essere la famiglia, un gruppo di amici, i colleghi dell'ufficio in cui si lavora; un nucleo in cui vi è la sospensione dal tempo, un bozzolo confortante dove tutto è come era. Una seconda difesa è la presunzione di immortalità, con cui si conducono le amicizie e gli amori così come certi rapporti di parentela; ovvero: l'essere in grado di scansare o trascurare il massimamente importante, in virtù del possesso misterioso di un tempo eterno nel quale qualsiasi mancanza potrà essere sanata. Che tutto questo sia provocato logicamente da una patina metafisica che avvolge il nostro linguaggio, non diminuisce la sua stranezza.
postato da: Tez alle ore 09:57 | link | commenti (1)
categorie: diario, filosofia
martedì, aprile 29, 2008

Suggerimento

Incontrare vicino casa una donna dal volto familiare, con un cane al guinzaglio. Mi saluta, le stringo la mano, me la serra trascinandomi verso di lei, mi dà un bacio sulla guancia.

Parliamo di quel che si sa sempre prima; vado via senza avere la più pallida idea di quale sia il suo nome, dove l'abbia conosciuta. Che abbia stretto la mia mano con forza per  avvicinare il suo volto al mio.
postato da: Tez alle ore 21:37 | link | commenti (4)
categorie: donne, diario
martedì, aprile 22, 2008

Piccoli misteri

Hai raccolto acqua dal rubinetto nelle mani messe a coppa e l'hai versata in un bicchiere, lasciandola cadere come da un imbuto. Questo gesto strano, vecchio, ti ha ricordato una ragazza con cui non avesti particolari rapporti. Te l'ha fatta venire in mente quasi il movimento fosse un profumo, una musica. Il nesso ti è assolutamente oscuro.
postato da: Tez alle ore 15:51 | link | commenti (2)
categorie: donne, diario
mercoledì, aprile 16, 2008

Stamattina

All'ufficio postale ho davanti poche persone. Una donna ha in mano una decina di numerini, quelli stampati su carta termica, ha preso un ciuffo di tagliandi fino a essere chiamata contemporaneamente a tre diversi sportelli, ne sceglie uno perplessa.

C'è un vecchio che si appoggia al bancone ma viene respinto.

"Lei deve prendere il numero!", gli ripete l'impiegata più volte. Lui si gira e barcollando, ha il naso rosso, il volto pieno, vaga per la sala chiedendo "Dov'è la macchinetta?". Lo ritrovo dopo cinque minuti e l'ha trovata ma non sa quale tasto premere.

Arrivano due donne che garrulano "Cosa si deve fare per spedire una raccomandata?", forse è la prima volta che entrano là. Una insiste,

"Dove si scrive il mittente?".

Un uomo che sta finendo le sue operazioni si lamenta che a uno sportello vicino la numerazione sia rimasto indietro, viene zittito in malo modo.

Un'altra impiegata sostiene,

"Ma questo avviso di ricevuta non è stato compilato! Ah no, è compilato".

Uno straniero regala a un impiegato una specie di impermeabile rosso, leggerissimo, "Pe' quando va in moto".

Fa ancora un po' freddo, c'è il sole. Spedisco il mio tentativo ed esco. Sebbene abbia trovato notevolmente strani quei minuti, non saprei dire compiutamente perché.

postato da: Tez alle ore 19:02 | link | commenti (6)
categorie: diario
martedì, aprile 15, 2008

Promemoria

Una cosa da tenere a mente, quando si descrive una peregrinazione, non è tanto la differenza tra mappa e territorio, quanto la loro sostanziale estraneità.

postato da: Tez alle ore 11:27 | link | commenti
categorie: filosofia, narrativa
mercoledì, aprile 09, 2008

Stasera la luna era un occhio spettrale nel varco d'una nuvola
postato da: Tez alle ore 22:20 | link | commenti (2)
categorie:
mercoledì, aprile 02, 2008

Proposizione

Stare sull'orlo dell'abisso. Strano come sia, alcune volte, l'unica posizione costruttiva.
postato da: Tez alle ore 22:30 | link | commenti (9)
categorie: diario, filosofica, filosofia
venerdì, marzo 28, 2008

Un variegato bisogno

Era come se tu potessi vederla, ma il metodo della ricerca imponeva una sorta di invisibilità. Forse non ti avrebbe neppure riconosciuto, o forse era quella donna che incrociasti senza notarla. Per questo hai pensato: Tutto importa nella bellezza ma non rievocare l'ora, o la data, bensì assaporare l'artiglio che si conficca, il senso delle fine, ogni minimo particolare purché senza parola.
postato da: Tez alle ore 23:12 | link | commenti (2)
categorie: diario, narrativa
mercoledì, marzo 26, 2008

Disciplina inversa

A lungo, uno dei tuoi problemi è stato quello di trattare ogni istante, ogni donna, sub specie aeternitatis. Questo ha reso impossibili il distacco e l'oblio, con tutte le conseguenze del caso, fino a disciogliere il mondo in uno spiritualismo pretenzioso e fallimentare. Che ora la pensi in modo opposto non ti dà più onore, ma almeno limita i danni derivanti dal peso di un vita.
postato da: Tez alle ore 17:28 | link | commenti (2)
categorie: diario, filosofia, spinoza